CASA DELLA MUSICA 17 APRILE ORE 21

VIA CORRADO BARBGALLO 115

 

Bis Tremila produzioni

Presenta

 

FIGLIE DI E.V.A.

di Michela Andreozzi & Vincenzo Alfieri

con Grazia Giardiello

 

con (in ordine alfabetico)

MICHELA ANDREOZZI, VITTORIA BELVEDERE e MARIAGRAZIA CUCINOTTA

con MARCO ZINGARO

 

Regia MASSIMILIANO VADO

 

scene Mauro Paradiso costumi Laura Di Marco

 

 

Figlie di E.V.A. è la storia di un uomo potente, che frega tre donne, che trovano il modo di vendicarsi. Figlie di E.V.A. è la storia di un ragazzo che incontra tre fate madrine che lo aiutano a realizzare i suoi sogni.

Figlie di E.V.A. è la storia di tre donne completamente diverse, che diventano amiche nonostante tutto.

Cioè a dire che Figlie di E.V.A. è tre storie in una, come sono tre i nomi delle protagoniste: Elvira, Vicky e Antonia.

Elvira. Dietro a ogni grande uomo c’è una grande donna: la segretaria. E lei è la Cadillac delle segretarie! Elvira sa, Elvira vede, Elvira risolve. A lei, il Cardinale Richelieu, le fa un baffo.

Vicky. Moglie tradita, è una “povera donna di lusso”, sposata per il suo patrimonio. Un po' ingenua, un po' scaltra, un po' colomba, un po' volpe. Anzi lince, nel senso della pelliccia.

Antonia. Prof di latino, emigrata, precaria, ma bellissima. E con una scomoda sindrome di La Tourette, po*ca tr**a! Comunque romantica, in attesa del primo amore e di una cattedra.

Cosa le lega? Nicola Papaleo. Sindaco disonesto che le inguaia tutte e tre per diversi motivi: manda Elvira nelle peste legali per falso in bilancio; abbandona Vicky in diretta tv per una giovincella; incastra Antonia che viene beccata a passare gli scritti di maturità a quella capra di suo figlio e pertanto radiata dal provveditorato.

Le tre, che mal si sopportano, unite da un sano sentimento di vendetta, si coalizzano: lo vogliono morto. Anzi, meglio: lo vogliono trombato, come si dice dei politici che perdono le elezioni.

Perché un politico trombato è più morto di un morto. Scopo del gioco? Far sì che l’odiato Papaleo non venga rieletto sindaco.

Come? Elvira, Vicky e Antonia sanno prendono coscienza che hanno creato un mostro: sostenendo, proteggendo e aiutando il sindaco nella sua ascesa. Ma questo vuol dire che sono in grado di creare anche un antidoto a Papaleo: costruendo a tavolino un candidato “fantoccio” che lo distrugga alle prossime elezioni. 

Un po' Pigmalione, un pizzico di Cyrano, Cenerentola quanto basta ed è fatta! Grazie a una serie di estenuanti provini trovano Luca Bicozzi, aspirante attore sfigato con problemi di autostima. Lo blandiscono, lo convincono, e dopo una full immersion in cui le tre figliole gli insegnano tutto, ma proprio tutto quello che serve per diventare 

un leader Luca conquista il favore dell’elettorato, anche grazie ad un astuto sistema di auricolare con cui viene radiocomandato da Elvira. Conquista però anche la fiducia in sè stesso, quindi vince un provino come protagonista di una serie. Che farà? Saluterà le tre madrine per rincorrere il suo sogno? Abbandonerà Antonia di cui, nel frattempo, si è innamoratissimo, ricambiatissimo?

Forse è arrivato il momento, per Elvira, Vicky e Antonia, di capire che dietro a un grande uomo a volte non c'è nessuno perché sono le donne che devono avere il coraggio di mettersi davanti a tutti.

Figlie di E.V.A. è la vita per come vorremmo che fosse. E anche per come è perché spesso, le donne, anche quando vogliono vendicarsi, se si mettono insieme sanno creare cose meravigliose.

 

 

CASA DELLA MUSICA

VIA CORRADO BARBAGALLO 115 – 80125 NAPOLI

INFO: 081.5700008

BIGLIETTI DA €22


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ALESSIA MASSA

Press, Communication & PR


COMPLESSO PALAPARTENOPE

GESTIONE NONSOLOEVENTI SRL

Via Corrado Barbagallo 115

80125 Napoli

NELLE SALE DAL 9 MAGGIO

DOMENICO PROCACCI e RAI CINEMA

presentano

SERGIO RUBINI          ROCCO PAPALEO
 
"IL GRANDE SPIRITO"

un film di
SERGIO RUBINI
 
con
IVANA LOTITO BIANCA GUACCERO GENO DIANA

Una produzione FANDANGO con RAI CINEMA

SINOSSI

Periferia di Taranto. Nel corso di una rapina, uno dei tre complici, Tonino detto Barboncino (Sergio Rubini) approfittando della distrazione degli altri due, ruba tutto il malloppo e scappa. La sua corsa procede verso l’alto, di tetto in tetto fino a raggiungere la terrazza più elevata, per rifugiarsi in un vecchio lavatoio, dove trova uno strano individuo (Rocco Papaleo) dall’aspetto eccentrico: sostiene di chiamarsi Cervo Nero e di appartenere alla tribù dei Sioux. In questa immobilità forzata, realizzando di essere completamente solo, a Tonino non rimane che un’unica disperata alternativa: allearsi con questo squilibrato che si comporta come un pellerossa e che, proprio perché guarda il mondo da un’altra prospettiva, potrà forse fornirgli la chiave per uscire dal vicolo cieco in cui è finito.

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Proiezione speciale e gratuita di

“Vinilici. Perché il vinile ama la musica”

Sabato 30 Marzo, h 17.00 al PAN – Palazzo delle Arti - Via dei Mille, 60 Napoli

da Carlo Verdone a Renzo Arbore, da Elio e le Storie Tese a Claudio Coccoluto il racconto di un’icona senza tempo: il disco

 

 

A due anni dalla partenza del crowdfunding che ne ha permesso la realizzazione ed in attesa del Record Store Day, sabato 30 marzo alle ore 17 al PAN Palazzo delle Arti di Napoli si terrà una Proiezione speciale e gratuita del docufilm di "Vinilici. Perché il vinile ama la musica" in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura ed al Turismo del Comune di Napoli e promosso dal MEI - Meeting Degli Indipendenti


Vinilici. Perché il vinile ama la musica è il primo film completamente italiano dedicato a questo meraviglioso supporto, attraverso le testimonianze di musicisti, collezionisti, audiofili, venditori, sociologi, appassionati, Vinilici è la storia di un’icona, il disco: dalla registrazione alla stampa, dalla distribuzione all’acquisto, dall’ascolto alla sua conservazione.

Il docufilm vuole indagare il ritrovato interesse per la musica su vinile in Italia. I dischi in vinile, infatti, non sono più acquistati solo dai collezionisti ma anche da una nuova e più ampia schiera di appassionati di diverse età. Si tratta di un nostalgico ritorno al passato o di un’opportunità per il futuro?

Molte sono le testimonianze presenti nel film: Carlo Verdone, Renzo Arbore, Claudio Coccoluto, Elio e le Storie Tese, Renato Marengo, Mogol, Giulio Cesare Ricci, Red Ronnie, Lino Vairetti, Bruno Venturini ed altri ancora che, attraverso le loro esperienze di appassionati, ci guideranno in una storia più grande e senza tempo, quella dell’amore per la musica.

All’incontro, che si terrà nella sala Pan, interverranno:
Simona Frasca (critico musicale), Alberto Castellano (critico cinematografico), Lino Vairetti (Osanna), Bruno Venturini(Ambasciatore della canzone Napoletana nel mondo).


Saranno inoltre presenti Nicola Iuppariello (ideatore e co-autore), Vincenzo Russo (co-autore e co-produttore), Paolo Barone(NFI) e Fulvio Iannucci (regista).

Ingresso libero fino ad esaurimento posti


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IL GIUOCO DELLE PARTI

 

L’Associazione Culturale Il Rinoceronte è lieta di annunciare l’arrivo, sul palco del Teatro Le Sedie, dell’immortale pièce di Luigi Pirandello Il Giuoco delle Parti, questa volta in un’inedita versione diretta da Edoardo Ciufoletti.

Con Ciufoletti nella duplice veste di regista e interprete insieme a Roberta Tenuti, Andrea Iarlori, Massimiliano Pazzaglia, Francesco Casillo e Alessio Pala, completano il cast tecnico l’aiuto regista Andrea Iarlori e l’autore delle musiche originali Federico De Antoni. Il Giuoco delle Parti sarà in scena da Giovedì 28 fino a Domenica 31 Marzo, feriali ore 21.00 festivi ore 18.00.

Leone Gala vive isolato, “in perfetto accordo” diviso da sua moglie Silia, alla quale non ha concesso la separazione per via delle procedure legali che ritiene inutili, offrendole in cambio una apparente completa libertà. Silia, però, di questa libertà che giudica opprimente perché incompleta, non si accontenta. È vero che il marito tollera con ostentata benevolenza che lei abbia un amante, è vero che pur di non disturbarla nemmeno si fa vedere in casa, limitandosi a chiedere ogni sera alla cameriera se ci sia qualcosa di nuovo, per poi ritirarsi. È altrettanto vero, però, che c’è, esiste “quasi fuori della vita e come un incubo sulla vita degli altri”.

Una sera, mentre Silia è in casa in compagnia dell’amante Guido Venanzi, fanno irruzione quattro signori ubriachi, capeggiati dal Marchese Miglioriti, che scambiano Silia per la prostituta Pepita. È l’occasione che la donna aspettava: quando il Miglioriti si rende conto dell’errore e porge le proprie scuse Silia le rifiuta, il Marchese dovrà rispondere dell’oltraggio. Leone, uomo di lettere e per nulla incline all’uso delle armi, sarà chiamato a sfidare il Miglioriti, “una delle migliori lame della città”, e, contro ogni previsione, riconoscerà che è giusto perché sta a lui, marito, sfidare.

L’oltraggio è avvenuto davvero? O è una macchinazione di Silia e Venanzi per liberarsi dell’ingombrante presenza di Leone?

Una black comedy pirandelliana, in cui l’eterna lotta fra ragione e sentimento conduce a un finale del tutto imprevedibile.   

 

 

Teatro Le Sedie di Roma, Via Veientana Vetere 51

Per ulteriori informazioni:

Prenotazioni: [email protected]

Informazioni (indirizzo e-mail): [email protected]

Pagina Facebook: www.facebook.com/teatro.lesedie/

Instagram: @teatrolesedie

 

Ufficio Stampa: Ludovica Ottaviani


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A teatro le novelle della tradizione toscana rivisitate dagli scrittori
Marco Vichi, Enzo Fileno Carabba, Anna Maria Falchi, Gianni Garamanti


Progetto sostenuto dal bando Nuovi Pubblici 2018
promosso da Fondazione CR Firenze


Lorenzo Degl’Innocenti in
STORIE CRUDELI 
Lo spirito delle novelle toscane, oggi
Testi di Enzo Fileno Carabba, Anna Maria Falchi, Gianni Garamanti, Marco Vichi


Musica suonata dal vivo da Aldo Gentileschi
Illustrazioni Marco Serpieri
Regia Lorenzo Degl’Innocenti

sabato 30 marzo 2019 – ore 21.15
Piccolo Teatro della Rufina

venerdì 12 aprile 2019 – ore 21.15 
Topical Circolo Arci – Casa del Popolo di Montespertoli

venerdì 24 maggio 2019 – ore 21.15
Teatro Comunale Antella

E prossimamente al Teatro delle Arti di Lastra a Signa e al Castello di Calenzano


La tradizione orale delle fiabe si perde nella notte dei tempi e il fascino di quei racconti continua a sedurre l’immaginario degli scrittori. “Storie Crudeli. Lo spirito delle novelle toscane, oggi”è lo spettacolo che vede in scena Lorenzo Degl’Innocenti accompagnato dalla musica suonata dal vivo da Aldo Gentileschi. I testi sono di Marco Vichi, Enzo Fileno Carabba, Anna Maria Falchi e Gianni Garamanti.  

Progetto sostenuto dal bando “Nuovi pubblici 2018” indetto dalla Fondazione CR Firenze, “Storie Crudeli” con la regia dello stesso Lorenzo Degl’Innocenti e le illustrazioni di Marco Serpieri è in programma sabato 30 marzo al Piccolo Teatro della Rufina, venerdì 12 aprile alla Sala Topical della Casa del Popolo di Montespertoli e venerdì 24 maggio al Teatro Comunale Antella (calendario in aggiornamento -  ore 21.15 - biglietto posto unico 10 euro. È consigliata la prenotazione per telefono 320.4084797 o via mail [email protected]).

I quattro scrittori toscani hanno recuperato novelle popolari arcinote quali “L’assassino senza mano”, “Bellinda e il mostro”, “La ragazza mela” e “Dodicino” per trasformarle in storie nuove e moderne. Mantenendo la logica della fiaba originale (se mai esistesse un originale!), hanno creato qualcosa di molto attuale. Il linguaggio utilizzato, a tratti, diventa slang di giovani di oggi. 

Marco Vichi trasforma “L’assassino senza mano” in “Disobbediente”, il racconto di una nonna a sua nipote sulle sue terribili esperienze di vita vissuta nei mitici anni ’60, la lotta per l’emancipazione, la violenza e le drammatiche difficoltà delle donne.

Nelle mani di Enzo Fileno Carabba, la più nota fiaba toscana, “Bellinda e il mostro”, diventa “Bellezza in scatola”, con personaggi che combattono più dall’interno dei loro pensieri che contro nemici reali: le ossessioni, le compulsioni, il panico e le ansie.

Anna Maria Falchi parte da “La ragazza mela” e nasce “Melina”, con un nuovo stile caustico e ironico che racconta la maturità sessuale e l’accettazione di un nuovo sé.

Gianni Garamanti trae spunto da “Dodicino” per creare “I colori del tramonto“ in cui si parla di immigrazione, di esclusione e di senso di appartenenza a una comunità, di lavoro, di violenza e soprusi, di connivenza e intolleranza.  

Molto particolari le illustrazioni di Marco Serpieri che segnano i diversi momenti dello spettacolo.

Aldo Gentileschi, musicista già noto per essere la metà del Duo Baldo in numerosi palcoscenici nazionali e internazionali, accompagna e fa risaltare i toni del racconto con improvvisazioni e commenti musicali creati sul momento.
 
Moderne e contemporanee per la scrittura e i contenuti, queste nuove fiabe mantengono l’incanto di un mondo di inesauribile fantasia e, proprio come le favole, si rivolgono a un pubblico di tutte le età. Gli spettacoli vanno in scena anche al mattino con ingresso riservato agli Istituti scolastici secondari di primo grado.


Gli autori

Enzo Fileno Carabba è nato a Firenze nel 1966. Vince nel 1991 il premio Calvino con il romanzo Jakob Pesciolini (poi pubblicato per Einaudi, 1992). Oltre a numerosi romanzi e racconti, è autore anche di libretti d’opera, di sceneggiature radiofoniche e di storie per ragazzi.

Anna Maria Falchi è nata e vive a Firenze. Dopo l’infanzia e l’adolescenza trascorse in Sardegna, nel 1988 si è trasferita a Firenze, dove attualmente lavora. È autrice di romanzi (per Guanda editore) e racconti.

Gianni Garamanti è nato a Firenze. Presidente del Museo della Narrazione – APS, si occupa di progetti per prodotti e servizi in ambito culturale e di intrattenimento. Autore di romanzi, racconti, testi per teatro e radiodrammi.

Marco Vichi è nato a Firenze, vive tra le colline del Chianti e scrive storie. Guanda ha in catalogo molti dei suoi lavori. Le storie del commissario Bordelli sono quelle più note al pubblico. I suoi romanzi e racconti sono tradotti in molte lingue diverse nel mondo.

Lorenzo Degl’Innocenti è nato a Firenze, studia recitazione a Firenze, Bologna e Genova. Lavora in teatro a fianco di Giorgio Albertazzi, Arnoldo Foà, Franco di Francescantonio, Irene Papas, la compagnia Fura dels Baus, Carla Fracci e Beppe Menegatti.

Marco Serpieri è nato a Rimini nel 1969. Grafico, web designer e, soprattutto, illustratore dal 1998. La sua formazione è scientifica e artistica. Ha illustrato tre libri per Mondadori Ragazzi e tre diari per la Fondazione Nazionale Carlo Collodi.  


Sostenuto da Fondazione CR Firenze nell’ambito del bando “Nuovi Pubblici 2018”, il progetto “La novella ‘un è bella se sopra ‘un ci si rappella” è stato presentato da ASD Dance Performance ottenendo un co-finanziamento.

Partner organizzativo del progetto è MUNAR - Museo della Narrazione APS.

Associazione Artemisia onlus sostiene il progetto “Storie crudeli” per le tematiche trattate specificamente sulla violenza contro donne e minori. A ogni rappresentazione cerca di essere presente con i propri volontari per mostrare le proprie iniziative, attestando l’impegno e il suo encomiabile supporto in situazioni sociali difficili o complesse.


INFO
Prezzo biglietto posto unico € 10 per tutti gli spettacoli
E’ consigliata la prenotazione per telefono (320.4084797) o via mail [email protected]

SITO WEBwww.storiecrudeli.it


Ufficio stampa
Marco Mannucci

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"Come le onde del mare. Dedicato a Gianmaria Testa" ad Astragali Teatro di Lecce
venerdì 29 marzo - ore 21
Astràgali Teatro - Via G. Candido 23, Lecce
Ingresso 5 euro
Info e prenotazioni 
0832306194 - [email protected]

COME LE ONDE DEL MARE. DEDICATO A GIANMARIA TESTA
Il cantautore Massimo Donno, la cantante Serena Spedicato e il giornalista Pierpaolo Lala proporranno un omaggio all'artista piemontese, scomparso il 30 marzo 2016.

Venerdì 29 marzo (ore 21 - ingresso 5 euro) sul palco di Astragali Teatro a Lecce appuntamento con "Come le onde del mare. Dedicato a Gianmaria Testa". Il cantautore Massimo Donno, la cantante Serena Spedicato e il giornalista Pierpaolo Lala proporranno un omaggio all'artista piemontese, scomparso il 30 marzo 2016. In scaletta "Come le onde del mare", "Preferisco così", "Le traiettorie delle mongolfiere", "Dentro la tasca di un qualunque mattino", "Polvere di gesso", "Seminatori di grano", "Ritals", "Rrock", "La tua voce" e molti altri brani, in un viaggio alla scoperta della storia personale e artistica del cantautore ferroviere. Gianmaria Testa, classe 1958, era italiano, italianissimo, ha vissuto nelle Langhe in Piemonte, eppure c’è voluta la Francia per scoprirlo. Nel corso della sua carriera ha pubblicato nove dischi – Montgolfières (1995), Extra-Muros (1996), Lampo (1999), Il valzer di un giorno (2000), Altre Latitudini (2003), Da questa parte del mare (2006), il live “Solo – dal vivo” (2009), Vitamia (2011), "Men at work" (2013) -, si è esibito in più di 3000 concerti in Francia, Italia, Germania, Austria, Belgio, Canada, Stati Uniti, Portogallo collaborando con numerosi musicisti e lavorando anche a teatro con Giuseppe BattistonErri De LucaEnrico RavaBanda OsirisStefano Bollani e molti altri. Pochi mesi fa è uscito Prezioso, un disco imperfetto e inaspettato. Sono canzoni mai uscite o uscite in altre versioni e in altri contesti, mai, comunque, in questa forma. Nel giorno della morte, la sua pagina Facebook recitava "Gianmaria se n'è andato senza fare rumore. Restano le sue canzoni, le sue parole. Resta il suo essere stato uomo dritto, padre, figlio, marito, fratello, amico".

La serata rientra nel progetto Taotor, promosso da Astràgali Teatro in collaborazione con Ar.Va, Theutra e il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, co-finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito dell’Avviso pubblico per lo Spettacolo e le Attività culturali FSC 2014-2020 – Patto per la Puglia, ed è organizzata in collaborazione con CoolClub e La festa di Uasc (che proseguirà al Castello Volante di Corigliano d'Otranto il 5 aprile con Rachele Andrioli Rocco Nigro e il 19 aprile con Do' Lampi). Taotor ospiterà, sempre ad Astragali, anche la seconda edizione del Premio Marcello Primiceri, riservato ad artisti, compagnie e gruppi teatrali under 35 (1/4 aprile), Cabaret Sacco & Vanzetti del Teatro dei Borgia (5 aprile), tre appuntamenti de "Le belle bandiere. Poesia - segni di pace" (11 aprile, 23 e 30 maggio), Pasionaria con Enza Pagliara e Dario Muci (25 aprile), la manifestazione finale della Maratona di Lettura, promossa dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Lecce e da Astragali Teatro (martedì 7 maggio) e, in anteprima regionale, Combattimento di Muta Imago (25 maggio). 

La compagnia Astràgali Teatro nasce nel 1981 a Lecce per fare teatro, per formare attori, per dare vita ad uno spazio di circolazione dei discorsi e delle pratiche. Riconosciuta dal 1985 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali come compagnia teatrale d'innovazione, dal 2012 è sede del Centro Italiano dell’International Theatre Institute dell’Unesco ed è membro della Anna Lindh Euro-Mediterranean Foundation for the Dialogue between Cultures. Ha realizzato progetti artistici, spettacoli, attività in circa 30 paesi in tutto il mondo. Nel corso di questi anni numerosi lavori hanno trovato casa in molti siti in Italia e all'estero anche patrimonio dell'umanità dell'Unesco come Palazzo Topkapi, uno dei monumenti più importanti di Istanbul che fa parte delle "Aree storiche d'Istanbul", nella Cittadella di Erbil, simbolo del Kurdistan iracheno.

Info 3394313397 - [email protected]

Ufficio stampa
Società Cooperativa Coolclub

LA MORTE E LA FANCIULLA DI ABBONDANZA/BERTONI A NOVOLI

Sabato 23 marzo (ore 21 - ingresso 10/8 euro) con La morte e la fanciulla di Michele Abbondanza e Raffaella Bertoni, due tra i più amati maestri della danza contemporanea italiana, prosegue Passi Comuni, stagione serale del Teatro Comunale di Novoli, in provincia di Lecce, realizzata dalla residenza di Factory Compagnia Transadriatica Principio attivo teatro con Comune di Novoli Teatro Pubblico Pugliese con il sostegno della Regione Puglia (Assessorato all'Industria culturale e turistica - FSC 2014-2020).

In scena tre differenti “capolavori”. Uno musicale: il quartetto in re minore "La morte e la fanciulla" di Franz Schubert. Uno fisico: l’essere umano nell’eccellenza delle sue dinamiche. Uno spirituale-filosofico: il mistero della fine e il suo continuo sguardo su di noi. "Il nostro pensiero torna a posarsi sull’umano e ciò che lo definisce: la vita e la morte, l’inizio e la fine sono i miracoli della nostra esistenza, così come l’impermanenza dell’essere con le sue forme continuamente mutanti", sottolineano Abbondanza e Bertoni. "Questo transitare da una forma all’altra, ha a che fare con l’arte coreutica: portatrice di un tale compito, è essa stessa un balenare di immagini che appaiono e scompaiono continuamente. Un esempio di scrittura musicale che aspira all’infinito e accompagna l’ascoltatore oltre un’idea razionale, verso l’ignoto e il trascendente. Come già Matthias Claudius nel testo del Lied e Franz Schubert nel quartetto d'archi in re minore, abbiamo seguito il tema della morte accompagnata a giovani figure femminili sul crinale di un confine oscuro tra sessualità e morte; nello spettacolo questi due aspetti sono così distinti: piano coreografico (la fanciulla) e piano video (la morte)", proseguono. "La danza e la musica di Schubert appartengono al mondo della Fanciulla. Sul palcoscenico orizzontale la coreografia, una sorta di stenografia bruciante, segue rigorosamente, fino all'evidenza e all'eccesso, gli impulsi musicali: ottocenteschi e romantici. In questa direzione troviamo i corpi nella loro essenza: privi finanche di quell'ultima copertura possibile, fisica ed emotiva. Nudi, come al cospetto della morte".

Dall’esperienza newyorkese nella scuola di Alwin Nikolais agli studi francesi con Dominique Dupuy, attraverso le improvvisazioni ‘poetiche’ di Carolyn Carlson, lo studio e la pratica dello zen, Michele Abbondanza (co-fondatore del gruppo Sosta Palmizi e docente alla Scuola di Teatro del Piccolo di Milano) e Antonella Bertoni fondano la Compagnia Abbondanza/Bertoni riconosciuta come una delle realtà artistiche più prolifiche del panorama italiano per le loro creazioni, per l'attività formativa e pedagogica e per la diffusione del teatro danza contemporaneo. Grazie alla residenzialità al Teatro alla Cartiera di Rovereto e sensibili al lavoro creativo dei giovani coreografi, la compagnia dà sostegno ai nuovi autori offrendo lo spazio di lavoro, appoggio amministrativo e distributivo e un accompagnamento al percorso artistico individuale. Nel corso degli anni, seguendo una naturale logica di trasmissione pedagogica ed artistica, sono entrati a far parte della struttura come artisti associati, prima  Tommaso Monza (danzatore e collaboratore della compagnia dal 2005), poi Valentina Dal Mas,  iniziando così un’attività di sostegno verso la nuova generazione.

Ufficio stampa: CoolClub

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GIUSEPPE BATTISTON

MARIA ROVERAN

WINSTON vs CHURCHILL

di Carlo G. Gabardini                   Regia di Paola Rota


È possibile che un uomo da solo riesca a cambiare il mondo? Questa è la domanda da cui nasce Winston vs Churchill, lo spettacolo in scena al Teatro Palazzo mercoledì 27 marzo alle 21 con Giuseppe Battiston nei panni dello statista britannico e Maria Roveran in quelli dell’infermiera che se ne prende cura. L’uomo e il politico, il Churchill icona del Novecento e il Winston privato, anziano signore affetto da depressione cronica che tuttavia non rinuncia mai ai suoi vizi. Un nuovo appuntamento di prestigio per la stagione diretta da Titta De Tommasi che questa volta punta su un testo tratto dal libro di Carlo G. Gabardini Churchill, il vizio della democrazia con la regia di Paola Rota. 

Winston Churchill per certi versi è il Novecento, è l'Europa, forse è colui che, grazie alle sue scelte politiche, ha salvato l'umanità dall'autodistruzione durante il bellicoso trentennio che va dal 1915 al 1945. “Questo spettacolo è innanzitutto un atto d’amore verso una figura che mi ha sempre affascinato — ha spiegato l’attore — un uomo che ha saputo rappresentare un’intera nazione, la sua Gran Bretagna, nel momento più delicato del Novecento. Ma la volontà di conoscerlo meglio è stata dettata anche dall’esigenza, o forse sarebbe meglio dire l’urgenza, di riflettere sulla situazione politica di oggi, su cosa significa davvero esprimere il proprio popolo, esserne icona autorevole e portavoce responsabile, sapendosi assumere il peso non sempre lieve di scelte lungimiranti”.
 

Una biografia non convenzionale frutto di un lungo lavoro sulle carte private del primo ministro inglese e sugli spesso memorabili discorsi pubblici (vinse anche il Premio Nobel per la letteratura nel 1953 "per la sua padronanza della descrizione storica e biografica e per la brillante oratoria in difesa dei valori umani”). Passione politica e ironia sferzante, acume e lungimiranza, le battute taglienti, quasi tweet ante-litteram, sovente divenute celebri (“Gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre”) e la convivenza forzata con il “cane nero”, come lo statista ha sempre chiamato la depressione, che lo ha accompagnato per lunghi tratti della vita: tutto si tiene in questo Churchill strabordante che tracanna whisky, urla, sbraita, si lamenta, ma senza mai arrendersi, fuma sigari senza sosta, tossisce, detta ad alta voce bevendo champagne, si ammala, comanda ma ascolta, è risoluto ma ammira chi è in grado di cambiare idea, spesso lavora sdraiato nel letto, conosce il mondo ma anche i problemi dei singoli.

Il testo di Carlo G. Gabardini mostra Winston Churchill in un presente onirico in cui l'intera sua esistenza è compresente e finisce per parlare a noi e di noi oggi con una precisione disarmante. In scena uno dei migliori attori italiani in circolazione, Giuseppe Battiston (un premio Ubu, due Nastri d’Argento e tre David di Donatello all’attivo) che conferma carisma e talento necessari ad incarnare in maniera credibile un uomo simbolo del Novecento.

 

Carlo Giuseppe Gabardini è un attore, scrittore e conduttore radiofonico. Laureato alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Molto noto per le sue apparizioni televisive in Camera Cafè, a teatro ha collaborato con Gabriele Vacis, Giampiero Solari, Marco Paolini, ha firmato Questa sera si recita Moliere Il signor Rossi contro l'Impero del male con Paolo Rossi e Reperto Raiot, scritto con Sabina Guzzanti e Curzio Maltese.

Giuseppe Battiston, nato a Udine nel 1968, è attore di cinema e teatro. Anch’egli diplomato alla Paolo Grassi di Milano, deve i primi passi nel cinema alle pellicole di Silvio Soldini Pane e tulipani (per cui vince il primo David di Donatello nel 2000 come miglior attore non protagonista) e Le acrobate. Poi ne arriveranno altri due per Non pensarcidi Gianni Zanasi e La Passione di Carlo Mazzacurati. Il teatro è la sua casa dagli anni ’90, quando interpreta testi di Sgalambro, Baliani, Pinter. Con Orson Welles Roast, regia di Michele De Vita Conti, vince nel 2009 ben 3 premi come miglior attore: Hystrio, UBU e Olimpici del teatro. Del 2012 partecipa a Italy con Gianmaria Testa  e al Macbeth per la regia di Andrea De Rosa. È protagonista di L'invenzione della solitudine, dall'omonimo romanzo di Paul Auster. È anche regista (con Paolo Civati) di Lost in Cyprus sulle tracce di Otello nel 2015, prima di La morte di Danton, regia di Mario Martone e Così è (se vi pare), regia di Filippo Dini nel 2018.


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Biglietti per Winston vs Churchill dai 30 ai 38 euro in vendita presso il botteghino del Teatro Palazzo (c.so Sonnino 142/D), aperto dal martedì al sabato dalle 17 alle 21 (info 080/97.53.364 – 366/1916.284si prega di riportare entrambi i numeri di telefono per le info, [email protected]), presso i punti vendita Vivaticket, la Feltrinelli di Bari, e on-line sul sito www.vivaticket.it. I biglietti sono acquistabili anche con la Carta del Docente.



Ufficio stampa

Nicola Signorile


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L’Associazione Culturale Il Rinoceronte è lieta di annunciare Tea For Two, un concerto in chiave Jazz che porterà le immortali note delle canzoni più celebri del repertorio italiano ed internazionale sul palco del nuovo Teatro Le Sedie.

In esclusiva per il Teatro, il concerto si terrà Domenica 24 Marzo alle ore 18.30, preceduto da un gustoso Tea-Party previsto per le 17.30: quando la tradizione britannica del tè incontra il piacere della musica e delle note di velluto più celebri di sempre.

Ad esibirsi rigorosamente live sarà l’Ensemble Armonia Nascosta, formata da Birgit Cicha (solo voice); Alessandra Belfiore (color voice); Biagio Biondi (bass); Secondo Flex (cajon) e Franco Di Luca (piano e arrangiamenti). È previsto anche l’intervento inedito del “nuovo” vocal group Le Sedie Sonore.

Tea For Two è un concerto di Jazz acustico, dal sapore un po' vintage con spunti e arrangiamenti in stile moderno. In programma musiche dagli anni '20 agli anni '60: songs americane come It Had To Be You e Tea For Two si alterneranno a "canzoni" italiane quali Un Bacio a Mezzanotte e Maramao.

Una serata di atmosfere Jazz cantate e suonate "in punta di piedi"!

 

Teatro Le Sedie di Roma, Via Veientana Vetere 51

Per ulteriori informazioni:

Prenotazioni: [email protected]

Informazioni (indirizzo e-mail): [email protected]

Pagina Facebook: www.facebook.com/teatro.lesedie/

Instagram: @teatrolesedie

 

Ufficio Stampa: Ludovica Ottaviani


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Da oggi fino a domenica presso il Teatro Curci di Barletta

L’importanza di chiamarsi Ernesto
di Oscar Wilde

regia, scene e costumi Ferdinando Bruni e Francesco Frongia

luci Nando Frigerio
suono Giuseppe Marzoli
produzione Teatro dell’Elfo

con

Ida Marinelli fino al 2 marzo /Elena Ghiaurov dal 3 marzo a fine tour Lady Bracknell
Elena Russo Arman Gwendolen Fairfax
Giuseppe Lanino John Worthing
Riccardo Buffonini Algernon Moncrieff
Luca Toracca fino al 2 marzo/Matteo de Mojana dal 3 marzo a fine tour Reverendo canonico Chasuble
Cinzia Spanò Miss Prism
Camilla Violante Scheller Cecily Cardew
Nicola Stravalaci Merriman / Lane


L’indagine attorno alla vita e alle opere di Oscar Wilde che Ferdinando Bruni e Francesco Frongia conducono da alcuni anni li ha portati nel 2017 ad affrontare la più famosa commedia del grande autore irlandese. Dopo Salomé, Il fantasma di Canterville e Atti osceni–I tre processi di Oscar Wilde, L’importanza di chiamarsi Ernesto ha regalato ai due registi e alla compagnia un nuovo successo.

«Questa “commedia frivola per gente seria”, col suo titolo che sfida i traduttori – che ci hanno provato con Ernesto, Franco, Onesto, Probo senza mai risultare convincenti – è l’esempio più bello di come Wilde, attraverso l’uso di un’ironia caustica e brillante, sveli la falsa coscienza di una società che mette il denaro e una rigidissima divisione in classi al centro della propria morale. Il rovesciamento paradossale del senso è l’espediente più usato dall’autore che ci appare così, a una prima lettura, come un precursore del teatro dell’assurdo, mentre in realtà è impegnato a “smontare” con sorridente ferocia i luoghi comuni su cui si fonda ogni solida società borghese.

“Quel che Dio ha diviso, l’uomo non cerchi di riunire”.

“L’antico e tradizionale rispetto dei vecchi per i giovani è morto e sepolto”.

“Sono convinta che il campo d’azione di un uomo debbano essere le mura domestiche. Ogni qualvolta un uomo comincia a trascurare i suoi doveri casalinghi, diventa penosamente effeminato”.

E via così, rovesciando frasi fatte e portando scompiglio nell’ordinato repertorio della saggezza popolare. Un’irriverenza che non è mai fine a se stessa, ma che indossa senza vergogna la maschera dell’umorismo e della farsa. E se si potrebbe venir tentati di leggere The Importance of Being Earnest come una scrittura in codice che strizza l’occhio all’ambiente omosessuale dell’epoca e ai suoi sottintesi e sottotesti, molto presto ci si rende conto che, ben più genialmente, Wilde inventa un linguaggio inedito che pone le basi dell’umorismo queer, un umorismo che, attraverso l’epoca d’oro della commedia hollywoodiana, è arrivato fino a noi, anche attraverso popolari serie televisive, senza perdere in freschezza e causticità.

Restituire questa allegra cattiveria richiede – proseguono Bruni e Frongia – una mano registica leggera e complice. Il palcoscenico diventa così un foglio bianco su cui far risaltare i “colori” dei personaggi in un gioco che prende in prestito ai cartoon e all’immaginario pop la capacità di sintesi e di leggerezza e lascia campo libero ai funambolismi verbali, alle vertigini di una logica ribaltata che a volte sembra ispirarsi al mondo alla rovescia del nostro amato Lewis Carroll».

Ferdinando Bruni e Francesco Frongia

Nello spettacolo Ida Marinelli veste i panni di Lady Bracknell (sostituita da Elena Ghiaurov dal 3 marzo), Giuseppe Lanino quelli di John Worthing e Riccardo Buffonini quelli di Algernon Moncrieff; Elena Russo è Gwendolen e Camilla Violante Scheller la giovanissima Cecily, Luca Toracca veste la tonaca del reverendo Chasuble (sostituito da Matteo de Mojana dal 3 marzo), Cinzia Spanò è la governante Miss Prism e Nicola Stravalaci il maggiordomo e il cameriere.

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Fonte: Ufficio Stampa Teatro Pubblico Pugliese


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venerdì 29 marzo - ore 20:30
Teatro Paisiello - Lecce
Ingresso dai 10 ai 20 euro
Prevendite Castello Carlo V  e Youm
Info 3208085000 mauriziopetrelli.it 

A GENTILE RICHIESTA: RECITAL!
Venerdì 29 marzo il crooner e cantautore salentino Maurizio Petrelli sarà sul palco del Teatro Paisiello di Lecce con la Grande Salento Orchestra diretta da Fernando Toma, arricchita dalla presenza di due ospiti. Il sassofonista salentino Fulvio Palese, che proporrà alcuni brani del suo ultimo disco Alétheia, e Anna Rita Del Piano, attrice, regista, cantante, che nel suo repertorio attraversa il jazz da Bessie Smith a George Gershwin. La serata è organizzata dall'Associazione musicale Soul Brothers, in collaborazione con Fineco, con la direzione artistica di Fabrizio Salvatore, anima dell'etichetta AlfaMusic.


Venerdì 29 marzo (ore 20:30 - ingresso da 10 a 20 euro) il Teatro Paisiello di Lecce ospita lo spettacolo "A gentile richiesta: recital!", organizzato dall'Associazione musicale Soul Brothers, in collaborazione con Fineco, con la direzione artistica di Fabrizio Salvatore, anima dell'etichetta AlfaMusic. Il crooner e cantautore salentino Maurizio Petrelli sarà sul palco con la Grande Salento Orchestra diretta da Fernando Toma, arricchita dalla presenza di due ospiti. Il sassofonista salentino Fulvio Palese, che proporrà alcuni brani del suo ultimo disco Alétheia, e Anna Rita Del Piano, attrice, regista, cantante, che nel suo repertorio attraversa il jazz da Bessie Smith a George Gershwin. La Grande Salento Orchestra sarà composta da Andrea Rossetti (piano), Davide Codazzo (contrabbasso), Paolo Colazzo (batteria), Alex Monteduro (percussioni), Massimo CorradoMatteo Franza (trombe), Fulvio Palese (sax), Gianluca Milanese (flauto), Alberto Bolettieri (trombone), Paola Barone e Rebecca Bove (violino), Benedetta Bisanti (viola), Rosa Andriulli (violoncello), Giusy Colì (cori). 

La serata si aprirà, dunque, con alcuni brani di "Alétheia", progetto discografico del sassofonista e compositore Fulvio Palese (AlfaMusic). Il titolo è ispirato all’antica Grecia e lascia trasparire la formazione filosofica del musicista. Per gli antichi greci, infatti, il termine αλήθεια significava verità, ma non nell’accezione che gli attribuiamo oggi, bensì nel senso di qualcosa di mitico che è a fondamento di ogni tradizione. Da qui il suo significato di svelamento, rivelazione.

A seguire sul palco la poliedrica artista Anna Rita Del Piano, attrice, regista e cantante, originaria di Cassano delle Murge e materana di adozione. Nel corso di questi anni ha lavorato al cinema (con, tra gli altri, i registi Lucio Giordano, Nico Cirasola, Gennaro Nunziante con Checco Zalone, Sergio Rubini, Marco Bellocchio, Giuseppe Tornatore), in tv (partecipando alle fiction Ultimo, Valeria medico legale, Una donna per amico, Le ali della vita, Maria Goretti, L'uomo sbagliato, Don Matteo) e a teatro come attrice e regista. In ambito musicale, dopo il diploma in canto lirico come Mezzosoprano al Conservatorio “Egidio Romualdo Duni” di Matera, si è avvicinata anche al canto jazz partecipando a numerosi corsi e master. Flyng Notes è il suo primo cd “percorso musicale che attraversa il jazz da  Bessie Smith a George Gershwin”.

In chiusura Maurizio Petrelli e la Grande Salento Orchestra. Crooner, cantante, compositore e autore salentino, inizia la sua carriera artistica come batterista alla fine degli anni ’60. Dopo varie esperienze in giro per l'Italia e all'estero con Spaghetti Gang, Soul Brothers, Grande Salento Orchestra, Pugliamerica a/r, nel 2015 pubblica Amori e altre storie, primo progetto discografico con suoi brani originali. Nel 2018 esce “Scatole di vetro”, continuazione ideale del precedente, sempre prodotto da AlfaMusic.

Le prevendite sono attive a Youm e Castello Carlo V.

Ufficio Stampa
Società Cooperativa Coolclub

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